Comune di Storo
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:: Altitudine: 409 mslm :: Superficie: 62,88 kmq :: Abitanti: 4397

Il comune
Là, dove la valle del Chiese si allarga a formare una piana, prima di gettarsi nel Lago d'Idro, nell'angolo sud-occidentale del Trentino, si trovano quattro paesi che circondano la piana stessa a nord-est e a ovest. Sono Storo (adagiato al riparo delle montagne orientali) Darzo, Lodrone e Riccomassimo (accoccolati sul pendio occidentale della valle). Storo è il comune più popoloso delle Valli Giudicarie e buona parte dei confini comunali coincidono pure con quelli regionali della Lombardia. Ad eccezione di Riccomassimo tutta la popolazione è concentrata ai margini della piana alluvionale. La grossa borgata è snodo di traffico per la Valle di Ledro e quindi per il bacino dell’Alto Garda, viene inoltre lambita dal traffico di transito fra la Lombardia e la Valle Rendena.

Storia e cultura
A testimoniare di un passato vivo ci sono gli edifici, sacri e profani, che si incontrano nei centri e nelle immediate periferie, edifici sui quali sono stati scritti parecchi volumi. Le chiese di Storo sono le più antiche. A partire dall'arcipretale di San Floriano, le cui prime notizie risalgono al 1199, che ospita pale e dipinti di notevole valore. Da annoverare poi la chiesetta di Sant'Andrea, al cimitero, e la chiesetta di San Lorenzo, sul colle alle spalle del paese. L'edificio sacro più vecchio di Darzo è la chiesetta di San Michele, del XV Secolo, mentre la parrocchiale risale alla fine del Settecento. Decisamente più antica la parrocchiale di Lodrone, che risale al 1400.

Storo: Il paese era anticamente diviso in contrade il cui caratteristico nome è, per alcune zone in particolare, sopravvissuto fino ai giorni nostri. Mantiene un centro storico a dimensione d’uomo, conserva infatti dei pittoreschi rioni con le viuzze, i tradizionali androni e le case contadine dai ballatoi di legno, cui un tempo, si appendevano le pannocchie di grano ad essiccare.

Darzo (L’industria mineraria): Era il 1895 quando un bresciano, Giacomo Corna Pellegrini, di Agnosine (Val Sabbia), perlustrando le montagne del basso Chiese, si imbatté in un filone di solfato di bario. In verità, cercava miniere di ferro, ma aveva trovato l'oro bianco di Darzo, che avrebbe contribuito allo sviluppo economico della zona, con la creazione di un forte indotto.

Lodrone: culla dell’omonima potente famiglia dei Conti Lodron, i quali vissero e dominarono su questa valle per secoli. Qui rimangono Palazzo Caffaro, con l’annesso Conventino a ridosso del torrente Caffaro, e Palazzo Bavaria, nella campagna. Rimangono pure i “miseri resti” della Rocca di Santa Barbara, in posizione dominante a nord-ovest del paese.

Riccomassimo: un gruppo di case (meno di cinquanta abitanti), di chi ha deciso di continuare a vivere dove il silenzio è vittima solo del miagolio di un gatto o del canto di un uccello, raramente dal rumore delle automobili.

Ambiente e natura
Il territorio comunale è circondato da una corona di montagne, sulle quali gli abitanti hanno ristrutturato vecchi fienili o costruito case nuove nelle quali passano le vacanze estive ed i fine settimana nella bella stagione, ricostruendo i rapporti vissuti in paese, con quel pizzico di spensieratezza in più che è data dall'ambiente montano.

Di crescente importanza è il ruolo rivestito dall’agricoltura. Una cooperativa agricola locale ha infatti deciso di rilanciare il grano nostrano, il cosiddetto ”oro giallo di Storo”, una farina di pregio usata per la realizzazione del piatto “nazionale” della valle: la polenta.

Quattro passi nei dintorni
1. Dalla zona industriale di Storo presso l’argine del torrente Palvico, seguendo un sentiero che si inerpica nel bosco, ci si alza per un tratto roccioso (attrezzato con fune) e si arriva al capitello di S.Sebastiano. Da qui si può raggiungere in un’ora di cammino le località di Nar e Piola (mt. 850), proseguendo per un’ora e mezza si può arrivare a Spessa (mt. 1.383) da cui si gode una splendida vista sul Lago d’Idro.

2. La Chiesetta di S.Lorenzo (mt. 518), dove la popolazione di Storo si reca tradizionalmente a piedi per assistere alla messa, il 10 di agosto, giorno di S.Lorenzo, è raggiungibile attraverso una strada asfaltata che parte dietro la Chiesa Parrocchiale. La via si inerpica attraverso la fitta vegetazione e si presta a salutari passeggiate. Proseguendo dopo S.Lorenzo, in pochi minuti si giunge in località Bes, ai piedi della Rocca Pagana, e più avanti ai fienili di Terramonte, Paghera e Casina.

3. Faserno (mt. 1.436), splendida località montana, dove gli abitanti di Storo hanno ristrutturato vecchi fienili e costruito nuove case dove trascorrere le vacanze ed i fine settimana, sia d’estate che d’inverno. Dai prati di Faserno si gode di un’ampia vista sulla piana di Storo e sul Lago d’Idro. Ci si può arrivare con l’auto ma c’è anche chi, attraverso i sentieri, preferisce arrivarci a piedi, in mountain bike o con gli sci, quando le abbondanti nevicate rendono quasi impraticabile la strada.

4. Orrido di Pozzo Marmerio: ad est di Storo, in località “Piane” nelle vicinanze del campo sportivo. Si raggiunge la centrale idroelettrica sul Palvico, a poca distanza si scorge la cascata col suggestivo laghetto, dove ci si può recare in estate per godere della frescura. È inoltre il punto d’arrivo degli appassionati di canyoning che si calano imbracati lungo la roccia proprio seguendo il corso della cascata.

5. Parco Fontana Santa: in località “Gac” in prossimità della centrale idroelettrica dell’Enel, risalendo verso Condino. Scendono qui, dalle impervie rocce ad ovest della Rocca Pagana, alcune cascatelle: la più grande dà il nome alla zona e forma un piccolo laghetto, particolarmente amato e frequentato dai bambini come piscina naturale nelle calde giornate estive. Nei pressi di quest’oasi immersa nel verde si trova un parco giochi attrezzato ed un campo da pallavolo all’aperto.

6. Passeggiata dei Lodron: si parte da Darzo in Località Madonnina e, attraverso un sentiero, in una mezz’oretta si raggiungono i ruderi del Castello di S.Barbara che sovrasta l’abitato di Lodrone. Da qui si può poi scendere in paese ove si possono raggiungere facilmente e visitare, almeno dall’esterno le due più belle residenze della famiglia Lodron.




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